Concerto di Natale al Teatro Cilea di Reggio Calabria

di Marta Cutugno

La musica accompagna i nostri viaggi nel quotidiano, i momenti di festa e tutta la grande avventura del tempo vissuto. Non è mancata aria di festa lo scorso sabato 20 dicembre al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, gradevole occasione per celebrare in musica il Santo Natale con un concerto dal ricco programma: sul palcoscenico l’Orchestra del Teatro, il Coro lirico “F. Cilea” diretto dal M° Bruno Tirotta e il Coro polifonico dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria diretto dal M° Carmen Cantarella. A conferire giusta ricchezza alla serata, la presenza di voci soliste di tutto rispetto: il basso Roberto Scandiuzzi, il tenore Francesco Anile, il soprano Liliana Marzano e il mezzosoprano Gabriella Grassi, diretti magistralmente dal M° Francesco Ivan Ciampa.

Il pubblico in piedi ha accolto l’apertura del concerto sulle note dell’Inno di Mameli e i seguenti due brani affidati al Coro polifonico “Mediterranea” – composto da circa cinquanta elementi selezionati tra studenti e personale docente e non docente – si sono fatti espressione di puro spirito natalizio. Il “Candlelight Carol”, canto di natale di John Rutter del 1984 ha preceduto un deliziosissimo “Jingle bell rock”, famoso brano di Beal e Boothe, inciso da Bobby Helms nel 1957 e riproposto in mille altre versioni fino ai giorni nostri.

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La sinfonia de “L’italiana in Algeri”, in perfetto stile rossiniano, preannuncia da subito la padronanza direttoriale del M° Francesco Ivan Ciampa che, con grande impeto ma costante misura, conferirà speciali note di colore all’intero evento: una guida immedesimata dal forte gesto e mano aperta a richiamare a se ampiezza e sfumature di suono. La prima parte ha visto alternarsi brani tratti da “Il Trovatore”verdiano con la prorompente vitalità corale de “Chi del gitano i giorni abbella?”, il perfetto e commovente canto del “Va pensiero” e “Oh chi piange” – da “Nabucco” – eseguito con stile e classe da Roberto Scandiuzzi, impegnato anche nel “Ite sul colle, o druidi” dalla “Norma”di Vincenzo Bellini. Ad inargentare gli animi, la tenue e gentile “Casta diva” eseguita da Liliana Marzano e dal Coro Cilea. L’atmosfera della “Cavalleria rusticana” di Mascagni è stata ben ricreata da “Viva il vino spumeggiante” ad opera del bravo tenore Francesco Anile e dal “Regina coeli”, un momento di estrema intensità nelle voci di Liliana Marzano e del sensibile coro Cilea. Dopo l’intervallo alcune grandi pagine pucciniane da “Tosca”“La Bohème” e “Turandot”: immancabili “E lucevan le stelle” e “Nessun dorma” che hanno visto Francesco Anile vestire i panni di Mario Cavaradossi e del principe Calaf strappando applausi più che calorosi. Un concentrato di intime emozioni ha caratterizzato l’interpretazione della elegante Liliana Marzano in “Mi chiamano Mimì”. A seguire l’esecuzione del trascinante Preludio del I Atto dalla “Carmen” di Bizet che ha propagato brillantezza di suono bizetiana insieme alla coinvolgente interpretazione di Gabriella Grassi nel “Près des rempart de Sevilla” e nell’ intrigante “Habanera”.“O fortuna” da “Carmina burana” di Carl Orff ha visto convogliare con imponenza e corretta tensione le energie sonore di Orchestra e Coro Cilea.
In chiusura il “Dal tuo stellato soglio” dal “Mosè” di G. Rossini – con sul palcoscenico i due cori e i solisti – e il fuori programma “Libiamo ne lieti calici” da “La Traviata”.