Parterre: “Bonu e malu tempu” del Duo ALIUNDE

di Marta Cutugno

Parterre (8). Celebrare la tradizione in musica, compiendo gradevolissima lega tra radici e rami, tra chi eravamo e chi siamo, non è certamente cosa facile. Ci è riuscito alla grande il duo “Aliunde” con l’album “Bonu e malu tempu“, pubblicato il 27 maggio scorso dalla iCompany.
Anime operose di questo straordinario duo sono Claudio Altimari, autore e pianista, e Valentina Balistreri, cantante e performer palermitana trapiantata a Reggio Calabria e cugina della nota cantante e cantastorie Rosa Balistreri.
Bonu e malu tempu” comprende undici canzoni originali composte da Altimari su testi del poeta Alessandro Quattrone.

image

La Calabria, terra d’origine di entrambi, e, in particolar modo, Reggio Calabria, lasciano segni profondissimi nella lavorazione del disco, e sono fonte primaria d’ispirazione. La bellezza, l’originalità di questo lavoro, sta, inoltre, nella capacità di superare i confini territoriali e stilistici e di abbracciare, al suo interno, anche elementi della world music e della canzone d’autore. “Bonu e malu tempu” individua un punto di contatto tra diversi generi e dall’ascolto degli undici brani emerge un lavoro di minuziosa ricerca del suono e della parola.

Ma vardati vui chi mi ‘mbattìu, sunnu cosi i pacci” (ma guarda un po’, guardate cosa mi è successo, sono cose da folli), “senti a mmia” (ascoltami, fidati di me), “Schizzìa” (pioviggina) sono soltanto alcune delle espressioni tipiche del dialetto reggino presenti nei testi che, di volta in volta, si concentrano su temi differenti: l’imprevedibilità degli eventi, l’incoraggiamento e l’empatia (“Non ti schiantari“), la solitudine senza rimedio (“Nu diluviu”), l’amore che giunge e sorprende (“Quandu ‘rriva l’amuri“), la capacità di saper discernere tra l’indispensabile e l’inutile, le visioni dei nostri morti in sogno e molto altro.

image


Melodie e arrangiamenti sono quanto di più sognante e suggestivo ci si possa aspettare da un disco. Le sonorità impiegate bruciano sottopelle, aprono ampi spazi all’immaginazione, guardano oltre ogni orizzonte e si uniscono in simbiosi d’amore con l’incisiva e cocente voce di Valentina Balistreri. Undici pregevoli brani da assaporare ad occhi chiusi e cuore aperto.

Per la realizzazione del disco, Claudio Altimari e Valentina Balestrieri sono stati affiancati da Davide Beatino (basso), Stefano Berto (piano, tastiere, programmazione), Tony Brundo (pianoforte, tastiere), Francesco Canale (chitarra elettrica), Ivan Ciccarelli (batteria, percussioni), Francesco Loccisano (chitarra battente), Silvio Masanotti (chitarre), Bruno Pugliese (chitarra acustica), Marco Rovinelli (batteria).