Phoebe Zeitgeist al SabirFest – ADULTO di Giuseppe Isgrò

di Marta Cutugno

Un balocco, dopo averci giocato a sazietà, viene ridotto a oggetto di scarto”

Ad inaugurare le “Discordanze Teatrali“, a cura di Gigi Spedale per la terza edizione del SabirFest 2016, tra intimità e balocchi, ci ha pensato “Adulto“. Finalmente, giovedì 6 ottobre, lo spettacolo della compagnia milanese Phoebe Zeitgeist è approdato a Messina dopo più di quaranta repliche in tutta Italia.

Adulto si muove per lampi ed impressioni in riferimento a tre principali fonti di ispirazione letteraria: il pasoliniano Petrolio, romanzo incompiuto avviato nel ’72 e pubblicato postumo nel 1992 da Einaudi; Aracoeli, ultimo e più pessimistico romanzo di Elsa Morante, pubblicato nel 1982; Testamento di sangue di Dario Bellezza, unica opera per il teatro del poeta romano, edita nel 1992. Il prezioso lavoro di riadattamento e di ricerca che il regista Giuseppe Isgrò e la drammaturg Francesca Marianna Consonni compiono su queste opere della fine, in cui la decadente società anni 60/70 è oggetto di indagine e denuncia, riporta alla luce l’Italia di quegli anni, l’Italia di Carlo, il borghese omosessuale legato morbosamente alla madre; Carlo, la vittima implosa di finti e fanatici moralismi.

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Foto di Barbara Cicchinè

Lo spazio scenico – “Dove un bambino, io… se ne stava lì come un babbeo, intrufolatosi, impaurito di entrare nella brutta vita” – è delimitato da tracce luminose e neon tricolori che arginano il simbolico perimetro entro cui si consumerà il dramma della coscienza, “come fosse un festino andato a male“. Per terra, un telo da lavoro e piccoli “montarozzi scoscesi“, cumuli di sabbia con palette e rastrelli da spiaggia, un cavallino bianco. Nel primo incamminarsi del protagonista verso la scena, l’impatto con il pubblico è immediato e magnetico: “dovrei tutto scrivere, camminando impervio per le vie della città papale“. Con un piede fa suonare i tasti colorati di un piccolo pianoforte giocattolo: poi il tuffo nella gabbia delle verità. Il vestirsi graduale con camicia rosa, pantaloncini e bretelle amaranto si accompagna al lento mettersi a nudo della sua anima.
Nello spazio immaginario v’è l’ opposizione tra il prato oltre la buca, il “piccolo spiazzo che poteva andare bene” e “la casa dei Parioli“: il primo è luogo in cui consumare fellatio seriali con la scabrosa purezza dell’autentico essere; il secondo è il rifugio delle apparenze, specchio della vita borghese di facciata. Il testo teatrale è opportunamente accompagnato da schegge sonore, taglienti distorsioni ideate da Giovanni Isgrò e frammenti delle voci registrate di Ferdinando Bruni e Ida Marinelli che vengono fuori da mangiacassette analogici di tempi andati.

La forza scenica e drammaturgica di Dario Muratore è un’ incontenibile onda d’urto sostenuta da resistenza fisica ed emotiva condotte allo sfinimento. Dario/Carlo è apparentemente solo ma sappiamo bene che così non è. Le estremità del suo corpo, come prolunga, diventano mani e braccia di chi lo afferra e lo sbatte. Il suo è racconto maniacale e dettagliato a più voci dell’atto erotico, delle sadiche e catartiche eiaculazioni per poi ritrovarsi, in chiusura, con indosso unicamente tacchi e slip da donna, ad aggirarsi, ormai libero da bigottismi e catene materne, alla ricerca dell’angolo più remoto e vero dell’io, o per dirla con Morante, dell’unica stazione terrestre che possa indicare una direzione al suo corpo disorientato. Sana irriverente riflessione nel gioco crudo del doppio senso.

Non meraviglia che Adulto, in tre anni dalla partenza, abbia regalato un così alto numero di repliche al pubblico italiano e che prosegua nel suo viaggio:  i prossimi appuntamenti a Pisa, Bologna, Pesaro e, nella notte tra l’1 ed il 2 novembre, a Milano per celebrare l’anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini.

Da Testamento di sangue di Dario Bellezza

Il giorno dopo – o no forse lo stesso della tua morte idiota – ahimé!
Che spettacolo sinistro i giornali!
Il mio, il nostro comune amico morto così, ammazzato, in nome
di un Dio Sconosciuto. Da non credersi mai, neppure un minuto…”

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Per Discordanze Teatrali al Sabir Fest 2016
Venerdì 7 Ottobre 2016 21:30 alla Sala Laudamo, in collaborazione con l’Associazione Musicale Etnea’ è andato in scena “Trinacria sulla luna-Pitrè senza gravità
testo e regia di Gaspare Balsamo
progetto e spunto di Luca Recupero
con Gaspare Balsamo, Biagio Guerrera, Puccio Castrogiovanni, Giancarlo Parisi e Luca Recupero

Prossimi appuntamenti
Oggi Sabato 8 Ottobre 2016 21:30
Sala Laudamo, in collaborazione con Rete Latitudini
Digiunando davanti al mare”
un progetto di Giuseppe Semeraro dedicato a Danilo Dolci
drammaturgia di Francesco Niccolini
regia di Fabrizio Saccomanno
con Giuseppe Semeraro, compagnia Principio Attivo Teatro, San Cesareo

Domani Domenica 9 Ottobre 2016 21:30
Sala Laudamo, in collaborazione con Rete Latitudini
Don Giovanna – Corpo senza qualità
dal libro “Il corpo senza qualità. Arcipelago queer di Fabrizia di Stefano (Cronopio, Napoli 2010)
di e con Giovanna Giuliani
AssociazioneCasa del Contemporaneo, Salerno